venerdì 23 maggio 2008

L'Arcigno del 10 maggio 08!

Attualità

Tra i sorrisoni e le battute di spirito che il nostro simpatico presidente sa fare, si respira aria di grande ottimismo, cambiamento e innovazione in Italia. Questo non solo perché il “Popolo della libertà” ha proposto un interessante e concreto programma, ma anche per i record che il nuovo governo già vanta. Infatti non solo la lista dei ministri è la più corta mai proposta, ma è stata anche resa pubblica in tempi davvero rapidi (complimenti di cuore!).

Ecco i nomi dei nuovi ministri.

Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.

Senza portafogli.

Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.

Come non essere fiduciosi in un governo così efficace e laborioso come questo?

Lettera di una Lettrice

AMAREZZA

Vorrei raccontare due episodi a cui ho assistito, probabilmente insignificanti per molti, ma che io ritengo significativi.

Il primo: mi trovavo in una cartolibreria e ad un certo punto è entrata una donna. Sul viso aveva i segni inequivocabili del suo stato: era una persona Down. Doveva acquistare qualcosa e non subito è riuscita a spiegarsi bene. Il negoziante, molto gentilmente e senza dare segni di fastidio, l’ha aiutata con qualche domanda e mostrandole gli articoli che pensava fossero adeguati alla richiesta, finché la signora è riuscita a fare il suo acquisto, pagare, salutare e uscire. Il tutto senza il minimo commento, nemmeno non verbale (anche quelli contano!), da parte di nessuno.

Tutto normale, no?

Secondo episodio: ero andata a votare per le ultime elezioni e vicino a me, nella fila fuori dal seggio, c’era una ragazza giovanissima, evidentemente emozionata per il suo primo voto, con pronti in mano i suoi documenti. Anche lei, come la donna della libreria, aveva la sindrome di Down. Quando è stato il suo turno è entrata e ha consegnato i documenti. C’è stato uno scambio di sguardi tra alcuni dei componenti del seggio e il presidente, a mezza voce ma perfettamente udibile (anche dalla ragazza), si è lasciato sfuggire un “Ma lei vota?”.

Mi sono trattenuta dall’intervenire per non creare tensioni che avrebbero potuto turbare ulteriormente la ragazza, ma ero disgustata. Credo che per nessun altro sarebbe stata pronunciata una domanda simile, che ha espresso tutta la mancanza di considerazione e di rispetto per la persona in questione.

Potreste farmi notare che le due situazioni sono molto diverse. Il contesto elettorale sicuramente richiedeva un rigore non richiesto al cartolaio, che forse aveva anche l’interesse economico della vendita (non era comunque un acquisto che l’ha reso più ricco!).

Forse stiamo parlando di persone con sensibilità diverse, ma il presidente del seggio, proprio in quanto tale, non avrebbe dovuto essere al di sopra della propria “sensibilità”?

Negli anni le cose sono cambiate per i disabili. Sempre più persone riescono a trattarli con una naturalezza e un rispetto impensabili qualche tempo fa. Ma se poi si pecca proprio in situazioni istituzionali, dobbiamo pensare che sia solo buonismo e una finta volontà di includerli nella società?

E poi mi chiedo se un presidente di seggio non dovrebbe essere a conoscenza delle normative che regolano il diritto al voto delle persone disabili, evitando di chiedersi come comportarsi di fronte a un evento da lui non previsto, ma sicuramente preso in considerazione dai legislatori.

Comunque, senza esplicitare eventuali dubbi, c’erano tutti gli strumenti per scioglierli discretamente: una tessera elettorale, una carta d’identità, un registro (o come si chiama) con l’elenco di tutti i cittadini che hanno diritto al voto. Non è un controllo che si fa con tutti?

E infatti la ragazza ha votato. Un po’ intimorita è entrata nella cabina, ha tracciato le crocette che ha creduto, ha piegato le schede e le ha riconsegnate insieme alla matita.

Ma quella frase ha fatto male. Ha fatto male alla ragazza, che nel suo modo è consapevole delle sue difficoltà ma anche delle sue capacità. Se non si fosse sentita in grado di votare non si sarebbe presentata. E’ abituata a sentire messe in discussione le sue possibilità, ma è un po’ stufa.

Ha fatto male anche a chi da diciotto anni lavora e fatica per farle raggiungere, uno alla volta, dei traguardi più o meno importanti, come questo del voto.

Sondrio, 14 aprile 2008

Antonella Mazzoni


Racconto a puntate di M.O.

"BREVE OPERETTA IN SVAGO RIFLETTENTE UN PARTICOLARE RIGIRO DI PENSIERI RIGUARDANTI CANCRO MORTE E FORSE VITA"

Capitolo secondo,dissonanza

aveva raggiunto,senza alcun particolare tipo di complicanza,
la rispettabile età di 33anni.ufficializzando nella sacralità
della solita festa in famiglia il suo tanto atteso quanto
prevedibile arrivo.
Lo scarto che si delineava,fra lui e gli eccitati parenti,
lo aveva reso particolarmente felice e soddisfatto.
33anni in fila armonica,
nessuna stonata,il conforto nella scontatezza.

e fu proprio durante la festa,
che lo colpirono,ferendolo,
i primi spiazzanti fendenti...

strabiliante nelle sue imprevedibili sfumature,il corpo.
e la fragile carne ormai è nido di oscuri presagi.
sopra di lui,tremendi rami in contorti dilemmi ramificano,
districandosi nella inquietante selva delle palpitazioni.

mirabili acrobazie regala ai fortunati questo terreno corpo,
un nano salta in un bicchiere_mozzandosi un braccio.
il corpo in festa nell'indecifrabile danza delle preoccupazioni.

pronti,partenza_bang!
si ritrovò solo
a sputare sague
nel lavandino

dissonanza...

ora il tarlo della dubbio abitava stabile nel suo cranio.
non pagando affitto,occupando,in orrendi pensieri.
e così,si plasmarono,inaspettati,i primi sibilanti sospetti.
serpe l'amata,spesso tradisce.rosso sangue,sensuale la macchia,
liscia scorre,verso il buco.

ricorda Aurora la terza fra le sue creature
ricorda la sua felicità nell'atto dello scarto,
e gli rimbomba il commento.

suona d'incanto!ma il piccolo carillon ora s'è inceppato.